Via Avesella 5/a: la storia e il nostro progetto

Da più di cinquant’anni i locali di via Avesella 5/A ospitano le attività politiche di collettivi, gruppi, comitati, associazioni antagoniste ed extraparlamentari. Moltissime delle personalità e realtà più importanti del mondo culturale bolognese underground e politicamente schierato hanno attraversato i suoi spazi nel corso degli anni. Sede locale del manifesto , poi di Lotta Continua, poi dell’Autonomia dai primi anni Ottanta fino ad oggi, dire Via Avesella significa immediatamente volgere lo sguardo ad uno dei più importanti luoghi del conflitto sociale in città.

Nel tempo si sono accumulati all’interno dei locali di questa stradina – a pochi passi dalla centralissima via Indipendenza – innumerevoli materiali e testimonianze sui cicli di lotta degli ultimi decenni. Documenti che raccontano dell’eredità del 1968 a Bologna come dell’esplosione di conflitto cittadina del 1977 con i fatti dell’11 marzo 1977, delle prime lotte antinucleariste e sul terreno dell’ecologia politica, delle lotte femministe e di genere e di quelle per il diritto alla casa, delle prime lotte migranti in città fino ai movimenti nella logistica e ai conflitti studenteschi.

Documenti, manifesti, fanzine, volantini, libri, materiale fotografico e audiovisivo che costituiscono un enorme patrimonio storico, che offrono un racconto dal basso di una parte decisiva e incancellabile di storia e memoria della città e del paese, che contribuiscono a costruire un importante punto di vista nel racconto di ciò che è stato, contro ogni oblio.

L’idea dell’Archivio Via Avesella è quella di dare respiro pubblico a questi materiali, utili sia alla ricerca storica che all’elaborazione teorica e pratica militante, permettendovi l’accesso libero e gratuito. Accesso che vogliamo rendere il prima possibile non solo fisico, ma anche digitale. Si tratta di un lavoro rilevante, ma necessario nella prospettiva in cui la memoria delle lotte di ieri non vada persa, bensì possa diventare carburante decisivo per le mobilitazioni sociali di oggi e di domani.

Le fortissime mobilitazioni di Black Lives Matter negli Stati Uniti e la loro eco in Europa – basti pensare al caso delle statue abbattute – ci parlano di un fatto ben preciso. Oltre ogni sua supposta “fine”, ogni oltre pacificazione, la storia è e sarà sempre un terreno di conflitto in cui è necessario battersi. Per costruire un discorso di cui armarsi politicamente crediamo che sia allora fondamentale la pratica dell’archiviazione, come quella della produzione storiografica.